Attraverso le culture
Gli animali guida nella tradizione giapponese
In Giappone, gli animali sono messaggeri. Lo shintō colloca ovunque dei kami — spiriti dei luoghi, delle forze, degli antenati — e ogni grande santuario ha il suo animale, lo shinshi, che porta la parola del kami agli umani: volpi di Inari, cervi di Kasuga, piccioni di Hachiman, scimmie di Hie. Il buddhismo ha aggiunto le proprie bestie, e il folclore i suoi yōkai, spiriti mutevoli e burloni. Il risultato è uno dei bestiari più vivi del mondo.
« Il kami tace; è il suo animale che viene a parlarti. »
Simboli e divinità
Ciò che questa tradizione ha inciso, dipinto e pregato — e gli animali che ogni segno illumina.
La gru vivrebbe mille anni: piegare mille gru di carta, il senbazuru, è formulare un desiderio di guarigione o di pace — gesto divenuto memoria di Hiroshima.
La GruMontagna sacra abitata dalla kami Konohanasakuya-hime, il Fuji si sale in pellegrinaggio; scorgerlo nel primo sogno dell'anno annuncia un anno fausto.
Offerta di luce ai kami e ai morti: durante l'Obon, lanterne galleggianti riaccompagnano gli antenati, e la falena accanto alla fiamma passa per un'anima in visita.
La FalenaL'elmo del samurai porta spesso un animale: la libellula, «insetto della vittoria» che non arretra mai, o le corna di cervo del guerriero Honda Tadakatsu.
La LibellulaIl CervoIconografia: game-icons.net (CC BY 3.0 — Lorc, Delapouite, Caro Asercion, Cathelineau) e Wikimedia Commons (pubblico dominio).
Gli animali sacri e cosa significano
La Volpe è ovunque: decine di migliaia di santuari Inari, a cominciare da Fushimi Inari a Kyoto e dai suoi tunnel di portali rossi, sono custoditi da statue di volpi, spesso con una chiave o un gioiello in bocca. Il kitsune del folclore, invece, vive secoli, guadagna una coda in più a ogni tappa della sua saggezza, e si fa donna per ingannare o per amare. La «pioggia con il sole» in giapponese si dice «matrimonio delle volpi».
Il Cervo regna su Nara. Secondo la tradizione del santuario Kasuga, il kami Takemikazuchi vi arrivò da Kashima in groppa a un cervo bianco; da allora, più di un migliaio di cervi vivono liberi nel parco, protetti, salutati, nutriti di gallette dai visitatori, e si dice che si inchinino.
La Gru, tsuru, vive mille anni, si dice, e la tartaruga diecimila: insieme ornano i matrimoni e gli auguri di longevità. Piegare mille gru di carta, senbazuru, esaudisce un desiderio; la storia di Sadako Sasaki, bambina di Hiroshima che le piegò contro la malattia, ne ha fatto un simbolo di pace mondiale. La gru dalla corona rossa di Hokkaidō danza ancora ogni inverno.
La Libellula è l'insetto del coraggio. Le cronache antiche chiamano il Giappone Akitsushima, «l'isola della libellula»; i samurai la portavano sugli elmi e sulle faretre perché vola sempre in avanti, mai all'indietro: la chiamavano «l'insetto vittorioso». E la Farfalla, nel nō e nei racconti, è l'anima che passa.
Come la tradizione giapponese legge un animale
Tre registri si sovrappongono. Il primo è quello dello shinshi, il messaggero: l'animale del santuario non è il dio, è la sua parola e il suo custode. Incontrarlo significa essere visti dal kami. Per questo si nutrono i cervi di Nara e si depone tofu fritto davanti alle volpi di Inari.
Il secondo è quello dello yōkai e dell'henge, lo spirito mutaforma: volpe, tanuki, gatto di più di dieci anni (bakeneko), lontra-spirito (kawauso), polpo gigante (Akkorokamui). Queste creature mettono alla prova, ingannano, ricompensano; ricordano che il mondo ha più di una faccia.
Il terzo è estetico e stagionale: la poesia classica associa ogni animale a una stagione (il cuculo all'estate, l'oca selvatica all'autunno, la gru all'inverno), e gli stemmi di famiglia, i mon, portano gru, farfalle o libellule. Il Giappone non ha un totem personale, ma ha lo zodiaco cinese adattato (i dodici animali, con il cinghiale al posto del maiale) e un'arte antichissima di dire un carattere attraverso una bestia.
Cosa ne conserviamo oggi
Questo bestiario è ancora praticato: i santuari ricevono milioni di visitatori, le gru di carta accompagnano le convalescenze, gli ema (tavolette votive) portano l'animale dell'anno. Ci si può ispirare con giustezza: rispettando i luoghi quando li si visita, imparando i nomi esatti (kitsune non è uno «spirito-volpe generico», è una volpe precisa di un santuario preciso), evitando di farne una scenografia.
L'oracolo conserva di questa tradizione l'idea del messaggero: il tuo animale guida non sei tu, ti parla. Se la Lontra o il Polpo ti chiamano, la loro lettura giapponese è sulla loro scheda. E per sapere quale dei trentadue ti somiglia, consulta l'oracolo o leggi la guida.
Ciò che questa tradizione dice di ogni animale
Il Kitsune, spirito-volpe messaggero di Inari, capace di trasformarsi e di vedere attraverso le illusioni.
Messaggero degli dèi shintō, sacro nelle foreste di Nara.
Simbolo della femminilità e dell'anima dei vivi come dei morti.
Il kawauso, spirito malizioso dei fiumi, capace di prendere forma umana per fare scherzi.
Akkorokamui, spirito-polpo gigante, protettore e guaritore temibile.
Simbolo del coraggio e della vittoria — il Giappone stesso si chiamava «l'isola della libellula».
Tsuru, l'uccello dei mille anni, simbolo di longevità, fedeltà e fortuna — mille gru di origami esaudiscono un desiderio.
Domande frequenti
Qual è l'animale sacro del Giappone?
Non ce n'è uno solo, ma la volpe di Inari è il più visibile: decine di migliaia di santuari ne portano le statue. I cervi di Nara sono protetti come messaggeri dei kami da più di un millennio, la gru incarna la longevità e la pace, e la libellula ha dato il suo nome antico all'arcipelago. Lo shintō fa di ogni animale di santuario un portavoce del divino.
Cosa significa kitsune in Giappone?
Kitsune vuol dire semplicemente volpe. Nel folclore, indica una volpe dotata di poteri: longevità, metamorfosi, illusione, fuoco fatuo. I kitsune di Inari sono benevoli e proteggono i raccolti e il commercio; altri, selvatici, ingannano i viaggiatori. Guadagnano una coda per ogni secolo di saggezza, fino a nove. Come animale guida, evoca l'intelligenza, l'adattamento e il passaggio tra i mondi.
Esiste uno zodiaco animale giapponese?
Sì, il jūnishi, ereditato dal ciclo cinese dei dodici animali: topo, bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, pecora, scimmia, gallo, cane e cinghiale (al posto del maiale). L'animale dell'anno, eto, orna i biglietti d'auguri e i santuari a Capodanno. Non è un animale guida di carattere nel senso dell'oracolo, ma un modo di iscrivere ogni nascita nel tempo.